Il nulla che piace

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Il franchise di Fast and Furious è ormai un cadavere in decomposizione. Però gode di ottima salute. La conferma è arrivata nel weekend di Pasqua, con la relaese su scala mondiale dell’ottavo capitolo della saga: il film è orrendo, gli incassi sono stellari. E in fondo solo dei numeri si può parlare, visto che la pellicola, a parte una serie di scene assurdamente spettacolari, è inesistente nella trama e assente nella caratterizzazione dei personaggi. Accuse che possono essere mosse a moltissimi film di azione, certo. Ma andatevi a rivedere il primo Fast and Furious, e poi ne riparleremo.
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La risposta del pubblico, però, anestetizza ogni critica. In tre giorni Vin Diesel e soci (la new entry stavolta è rappresentata da Charlize Theron) hanno stabilito una sequela impressionante di record, favorita da una distribuzione simultanea in ben 63 paesi. The Fate of the Furious, questo il titolo originale, è il maggior incasso di tutti i tempi per il primo week end di programmazione: $532.5M secondo le stime ufficiose (ci potrebbe essere un minimo aggiustamento quando arriveranno i dati ufficiali), 3 milioni in più del settimo capitolo di Star Wars, che dominò il box office durante le feste natalizie del 2015. In realtà l’esordio negli States è stato buono, ma non esaltante ($100.2M). A fare la differenza è stato il mercato internazionale: i $432.3M incassati frantumano il record di $316.7M, detenuto fino a ieri da Jurassic World.

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The Fate of the Furious è stato il maggior incasso settimanale in tutti i 63 paesi in cui è stato distribuito; il migliore week end di esordio di tutti i tempi in 17, il miglior esordio per un film della saga con Dom Toretto in 32 e il maggior incasso della Universal in 21. L’elenco recita: $17.8M in Messico, $17M nel Regno Unito,$14.1M in Russia, $13.6M in Germania, $12.8M in Brasile, $10.5M in Francia e Corea, $10.4M in India e $9.7M a Taiwan. In Italia ci si è fermati a $6.5M. Spiccioli, se paragonati al trionfo cinese: $190M. Un dato sconcertante, abbastanza inatteso alla vigilia nonostante il successo di Furios 7, che nel regno di mezzo raccolse a fine corsa $391.3M. Il mercato cinese segue un andamento anomalo rispetto al resto del pianeta: pellicole di grandissimo successo su scala globale come Inside Out e Finding Dory, si sono rivelate dei discreti flop. Viceversa, un fiasco planetario come Terminator Genysis è stato salvato dal disastro proprio dalla risposta entusiastica della Cina (anche se questo non è bastato a salvare la serie dalla chiusura anticipata).
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Viste queste premesse, The Fate of the Furious sembra destinato a raggiungere The Beauty and the Beast, altro blockbuster del 2107, nel ristretto club (29 titoli) delle pellicole che nella storia del cinema hanno superato il miliardo di dollari nel mondo. Il passaparola è buono ed è ciò che conta: i giudizi negativi dei giornalisti contano per il pubblico come il due di coppe quando regna bastoni. È pur vero che il successo di pellicole di questo tipo si esaurisce nel giro di poche settimane, ma anche attenendoci a una previsione conservativa (un moltiplicatore di incasso di 2x-2.5x rispetto al primo weekend) il traguardo del miliardo di dollari appare a portata di mano, tanto più che fino al 25 aprile, data di uscita su alcuni mercati di Guardians Of The Galaxy Vol. 2, non ci sarà concorrenza. Nel frattempo gli studios della Universal hanno già programmato la release dei capitoli 9 e 10 di Fast and Furious, rispettivamente nel 2019 e nel 2021. Non è detto che saranno gli ultimi.
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