Melania e l’eroico Gabbana

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Dolce &Gabbana se ne fregano abbastanza di quello che giornalisti e intellettuali dicono di loro. E ovviamente fanno benissimo. Lo hanno dimostrato in passato, esprimendosi sulle adozioni gay e l’utero in affitto, e lo confermano oggi, accettando con entusiasmo di vestire Melania Trump per la sua prima foto ufficiale da First Lady. Già a capodanno, in occasione della festa nella residenza trumpiana di Mar-a-Lago in Florida, la moglie del presidente aveva indossato un abito da sera della collezione Cruise dei due stilisti italiani. Un avvenimento che Stefano Gabbana aveva celebrato con un post Instagram, bersagliato dalle critiche.

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La colpa dello stilista: aver osato vestire la moglie di Trump, ovvero un misogino, fascista e tutta la sequela di idiozie che i globalisti del pensiero unico utilizzano per screditare chi vuole ragionare, e agire, con la propria testa. Ieri c’è stata la replica. Gabbana posta su Instagram la foto della FLOTUS (First Lady Of The United States) in blazer scuro D&G, accompagnata dalla scritta “beautiful” e una serie di cuori. Un gesto altamente sovversivo! Le reazioni sono state ancora più violente della volta scorsa, con la pubblicazione di editoriali ironici o scandalizzati, l’accostamento di Melania alla fidanzata di Hitler Eva Braun, e una sequela di improperi rivolti allo stilista, conditi da promesse di boicottaggio del brand. Gabbana però non si è lasciato intimidire e ha replicato invitando chi lo critica ad “andare a cagare” e consigliando chi minaccia di abbandonare la sua pagina di farlo tranquillamente, tanto “non mi importa”. Gabbana, insomma, non arretra, confermando punto per punto quanto già scritto a gennaio. In quell’occasione aveva anche rimarcato: “Quante persone stupide e ignoranti ci sono su instagram”.

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A proposito di stupidità, lo scorso novembre la stilista Sophie Theallet, devastata dalla sconfitta della candidata dell’establisment Hillary Clinton, aveva scritto una lettera aperta ai colleghi, scongiurandoli di stare alla larga da Melania: “Essendo una persona che esalta e promuove la diversità, la libertà individuale e il rispetto per ogni stile di vita, non vestirò né avrò alcun tipo di rapporto con la prossima First Lady”. (Il commento più ovvio sarebbe stato: nessuno te l’ha chiesto). La lettera proseguiva con la classica e patetica sfilza di luoghi comuni utilizzati (invano) come arma d’attacco contro Trump: “La retorica del razzismo, del sessismo e della xenofobia portata avanti dalla campagna elettorale di suo marito è incompatibile con i valori condivisi ai quali ci atteniamo. Incoraggio i miei colleghi stilisti a seguire il mio esempio”. Alcuni, tra i quali Tommy Hilfiger e Diane von Furstenburg hanno risposto che non avrebbero problemi nel vestire la First Lady; altri, come Tom Ford e Marc Jacobs, hanno detto che se gli fosse richiesto rifiuterebbero. Ma Melania aveva già scelto: italian style.

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